Per comprendere come si sviluppa un’infestazione da tarli e quali danni può provocare nel tempo, è utile conoscere il loro ciclo biologico.
Il tarlo, infatti, non nasce dal legno, ma da un uovo deposto dall’insetto adulto.
Il legno rappresenta invece l’ambiente ideale nel quale le larve possono svilupparsi e trovare il nutrimento necessario alla loro crescita.

La deposizione delle uova
Il ciclo inizia con l’insetto adulto che, una volta raggiunta la maturità, ricerca un esemplare della propria specie per l’accoppiamento, che avviene unicamente in volo.
Dopo la fecondazione, la femmina depone le uova all’interno delle fessure, delle porosità o delle zone più protette del legno. Questa scelta è legata alle abitudini delle specie xilofaghe: una volta schiuse, le larve possono infatti trovare direttamente nel legno la fonte di nutrimento necessaria al loro sviluppo.
Il numero di uova deposte può essere significativo e, di conseguenza, un’infestazione può coinvolgere contemporaneamente numerose larve.
La fase larvale e i danni al legno
Dopo un periodo variabile, determinato dalla specie e dalle condizioni ambientali, le uova si schiudono dando origine alle larve.
È soprattutto durante questa fase che si verificano i maggiori danni al manufatto. Le larve vivono infatti all’interno del legno e, nutrendosi di esso, scavano progressivamente gallerie che possono svilupparsi in profondità e rimanere invisibili per lungo tempo.
La fase larvale può durare anche diversi anni. Durante questo periodo, l’attività delle larve può comportare un consumo progressivo della materia lignea, con produzione di rosume e conseguente perdita di consistenza del legno.
Per questo motivo, la presenza di piccoli fori sulla superficie di un mobile non deve essere sottovalutata: dietro un segnale apparentemente limitato può esserci un’attività sviluppatasi all’interno del manufatto per un periodo molto più lungo.
La trasformazione e la nascita di una nuova generazione
Una volta completato il proprio sviluppo, la larva si trasforma in pupa e successivamente in adulto.
L’adulto raggiunge l’esterno del manufatto creando il caratteristico foro di sfarfallamento. Da quel momento può iniziare nuovamente il ciclo riproduttivo, attraverso l’accoppiamento e la successiva deposizione delle uova.
Il ciclo può quindi ripetersi generazione dopo generazione, aumentando progressivamente il numero di individui presenti e, di conseguenza, l’entità dei danni al legno.
L’importanza di intervenire tempestivamente
Controllare periodicamente i mobili e i manufatti in legno è fondamentale per individuare tempestivamente eventuali segnali di infestazione.
La presenza di nuovi fori, rosume o altri indizi di attività recente merita particolare attenzione, perché può indicare che il ciclo biologico dell’insetto è ancora attivo. Leggi di più con COME RICONOSCERE UN’INFESTAZIONE ATTIVA
Intervenire nelle prime fasi consente di limitare la diffusione dell’infestazione e di proteggere non solo il mobile interessato, ma anche gli altri manufatti lignei presenti nell’ambiente.
Conoscere il ciclo vitale dei tarli significa quindi comprendere meglio come nasce e si sviluppa un’infestazione e, soprattutto, perché la tempestività dell’intervento è fondamentale per preservare nel tempo mobili e manufatti in legno.